#faREteArchivio

flayer212

1462979_1473966742827734_1758799595_n#faREteTEATRO                   LUNEDI’25 NOVEMBRE 2013

h 21:00

TESTO di Francesco Olivieri

INTERPRETAZIONE DI Eleonora Marzani

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, in diversi teatri italiani,   verrà  portato in scena il testo di Francesco Olivieri “Finchè morte non ci separi”. Un progetto realizzato dall’Associazione Culturale Liberi Pensatori Paul Valery di Torino assieme allo stesso autore.

Il progetto nasce da un fortunato incontro dell’autore  con una delle interpreti che, sensibile al tema, sposa l’idea di creare una rete di artisti, che contemporaneamente si esibiranno nella stessa giornata, creando una

rete di denuncia amplificata a livello nazionale.

Il femminicidio è la  forma di violenza più diffusa, senza confini di ambiente, religione, cultura e nazionalità.  Sono centinaia le donne che ogni anno vengono uccise ed una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita ed è anche per questo che la denuncia non deve e non avrà confini.

“Finché morte non ci separi” è la storia di due donne che vengono ammazzate dai loro rispettivi compagni. È una denuncia contro il femminicidio scritta da un uomo che si è messo nei panni delle vittime. Due donne all’apparenza molte diverse, una che rispecchia tutti i luoghi comuni della donna maltrattata e spesso uccisa, l’altra che elude ogni luogo comune e che nonostante viva una vita agiata e ripiena di affetto finisce come l’altra.  Con ironia e allo stesso tempo con toni tragici entrambe narrano da morte la loro condizione fino al momento dell’uccisione. Il messaggio che vuole dare l’autore è: cambiando l’ordine

dei fattori il risultato non cambia. Un invito alla riflessione e al porsi delle domande serie su come affrontare questo dramma che sempre più spesso si manifesta sul territorio nazionale.

fascia
#faREteTeatroCivile                                        GIOVEDI’  21 NOVEMBRE

“La cisterna”
Testo e regia di sSalvatore Arena

FINALISTA PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009

attore narrante
Massimo Zaccaria

una produzione
MANA CHUMA TE

ATRO

LA STORIA
Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo

dolore. Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si

fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente. Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo. Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un’immagine riflessa dentro l’acqua.

IL FATTO

“la Repubblica” martedì 4 marzo 2008

“Lunedì 3 marzo 2008, Molfetta. Lo zolfo a contatto con l’acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. Doveva essere un’operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Il grande bidone verde delle Fs cargo chemical poggiato sulla scocca di un camion e posteggiato sotto la tettoia con le testine rotanti e i getti d’acqua a 120 gradi. È stata strage, alle tre del pomeriggio. La strage del Truck center di Molfetta. I vapori velenosi usciti dalla cisterna hanno stordito e risucchiato sul fondo Guglielmo Mangano, 43 anni. Il collega Luigi Farinosa, 36 anni. Un giovane camionista, Biagio Sciancalepore, 22 anni, si è attivato un minuto dopo, e un minuto dopo era già morto dentro la cisterna. Stessa fine per Vincenzo Altomare di 63 anni, titolare dell’impresa e Michele Tasca di 19 anni, intossicato che muore qualche giorno dopo in ospedale. Cinque morti. Cinque nuove croci”.

SUL PALCOSCENICO
Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un’altra? Mi chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto. Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano  i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell’abbandono.
Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un’altra.

links:

RECENSIONE di Laura Timpanaro

RECENSIONE di Administrator

RECENSIONE di Fabio Rocco Oliva

geografia-commossa LOCANDINA

#faREtePAESOLOGIA                          sabato16 e domenica17 novembre

Libreria Marco Polo e Teatro Marinoni Bene Comune
vi invitano a un fine settimana con

Franco Arminio


Sabato 16 Novembre alle ore 19
.00                                  libreria Marco Polo

incontro con Franco Arminio
per parlare del suo nuovo libro

Geografia commossa dell’Italia interna

Franco Arminio racconta i territori interni del nostro Sud, non lambiti dal mare e poveri di vegetazione, dimenticati, spopolati, spesso in rovina.
Da Taranto al Salento, da Matera a Trani, dall’Aquila alle montagne dell’aretino, l’autore si muove attraverso numerosi luoghi emblematici, svelandoci un’Italia inusuale, malinconica e assorta, come in attesa di qualcosa. Un mondo che prende vita attraverso divagazioni e illuminazioni, che colgono ogni volta l’essenza inaspettata di un frammento geografico.
La specificità di Arminio non è solo in ciò di cui parla ma nel legame profondo tra i luoghi e il suo corpo, le sue emozioni, il suo sentire. Da ciò prendono forma una geografia commossa e una scrittura di grande forza evocativa.

Con l’autore parlerà Marco Mantovan di Donna Gnora.

Dove: Libreria Marco Polo – Calle del teatro Malibran (Venezia)
quando: sabato 16 novembre ore 19
ingresso libero
Tel.:  +39 041 5226343
books@libreriamarcopolo.com
facebook Libreria Marcopolo
twitter booksmarcopolo

Domenica 17 Novembre                                                              Teatro Marinoni Bene Comune

Laboratorio di paesologia

CAMMINO CON APPUNTI

con Franco Arminio

“Se cammini sulla terra lasci l’impronta; noi e la terra siamo la stessa cosa. Il cambiamento deve avvenire con cura”

incontro ore 10:30
partenza ore 11:00

La paesologia è una via di mezzo tra l’etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. È semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.

La paesologia è la scienza di Franco Arminio. Una scienza inafferrabile eppure concretissima, umorale ma a modo suo esatta. Una disciplina in cui si fondono poesia e geografia: la poesia di una scrittura limpida e visionaria, lavorata col puntiglio e la cura propri della grande letteratura: la geografia del nostro Sud. Armino gira per i paesi della sua Irpinia, per quelli della Lucania e della Daunia (i paesi invisibili) e della cintura napoletana (i paesi giganti), sconfina in Molise, in Abruzzo, in Salento, si allontana fino alle Marche e al Trentino e ovunque applica il suo metodo, mette in pratica il suo particolare modo di attraversare i territori e di raccontarli. Il suo sguardo non trascura nulla: le piazze, le strade, i bar, i cimiteri, paesaggi più sublimi e gli scempi della modernità, lo sfinimento e la desolazione, i lampi e gli slanci.
Ne viene fuori un referto preciso e accorato della situazione del mezzogiorno d’Italia. Un referto che prevede annotazioni anche su chi la visita e la fa: sull’autore stesso e il suo io errante. E la diagnosi è spietata, però mai cattiva, lucida e al tempo stesso utopica. Perché i luoghi marginali, i paesi più appartati, che Arminio ha eletto come nessun altro a luogo di indagine e di ispirazione, sono anche quelli dove si può meglio immaginare un nuovo modo di abitare il mondo, prendendo atto una volta per tutte che il centro è rotto e non ha visioni del futuro.
da Terracarne, Viaggio nei paesi invisibili e nei paesi giganti del sud Italia, A.Mondadori,
Franco Arminio.

Dove: Teatro Marinoni, #cantiereOaM, ex-Ospedale al Mare, Lido (Venezia)
iscrizioni aperte
info: teatromarinonibenecomune@gmail.com

faREteLAB#faREteLAB                                      SABATO 9  NOVEMBRE

siamo lieti di invitarvi alla

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ANOPTICON:
La falsa sicurezza e la propaganda della paura.
Cos’è il controllo mentale?
Quanto siamo sorvegliati?
Analizziamo il “Grande Fratello” nelle nostre città.

DATAGATE INTERCETTAZIONI:
Come funziona il tecno controllo.
Limiti e connivenze dei politici.
Quali sono i rischi.
Prism, XKeyscore, Echelon, Super Amanda, Hydra…
Come siamo messi in Italia?

COME DIFENDERSI:
Panoramica sugli strumenti di difersa.
Trollare il controllo.
Metodi semplici per l’utente medio che inibiscono le intercettazioni NSA.
Quali sono i tuoi diritti?

CRITTO-WORKSHOP
WORKSHOP DI PREPARAZIONE SISTEMI DI DIFESA:
Porta il tuo computer ed una chiavetta USB vuota da 2 giga.
Installazione:
Posta elettronica cifrata, crittografia,internet anonima.

METODI DA L’UTENTE MEDIO PER LIBERARSI DAL TECNO CONTROLLO DEL NSA
DOPO IL CRITTO-WORKSHOP NON SARAI PIU’ INTERCETTABILE

http://tramaci.org/anopticon

locandina2#faREteARTIVISM                                     7-8 NOVEMBRE dalle h 19:00

Nell’ambito del Festival ExPolis 2013, diretto da Marco Maria Linzi e Massimo Mazzone, siamo lieti di presentare al Teatro Marinoni Bene Comune,

El derecho a la ciudad y las praxeis del Arte

Il diritto alla città e le praxeis dell’Arte

Rassegna video, performances, installazioni e dibattito.

Il progetto nasce nella continuità ideale con le operazioni realizzate dai collettivi: GLAC e Com. Plot S.Y.S. tem nelle Biennali Architettura 2006 e 2008 dirette da Juan Pedro Posani del Padiglione Bolivariano del Venezuela , operazioni che hanno visto un ricco cartello istituzionale allora composto dalle Rappresentanze Diplomatiche di Venezuela e Argentina, da La Biennale di Venezia, dalla Direzione Generale DARC/PARC, dal Padiglione italiano, da molte Università Italiane e celebri associazioni culturaliLe rassegne video, le tavole rotonde, le esposizioni allora realizzate, hanno generato molte molte altre attività, quali Festival Internazionali (di cui ExPolis forma parte), seminari, anche in altre sedi come la Triennale di Milano, al Teatro della Contraddizione e in molti altri luoghi in Italia e Europa avviando un ragionamento mai interrotto sulla relazione Arte/Architettura. A partire dagli anni ’90 moltissimi gruppi e singoli, sia artisti che architetti, sociologi urbani e attivisti, hanno promosso quel fenomeno che oggi si chiama artivismo, una coniugazione di ricerca sia estetica che sociale e politica fortemente critica nei confronti del Capitalismo finanziario , processi che la stessa Biennale ha esposto soprattutto a partire dall’edizione 2000 curata da Fuksas ma anche con l’edizione 2008 di Betsky.

In questo ambito culturale di analisi della cittadinanza attiva, e del General Intellect proponiamo la proiezione del video virgen con termitas di GLAC, visibile su youtube, proprio al Teatro Marinoni e a partire da questo filmato, sviluppare un incontro internazionale indipendente e autofinanziato, delle installazioni temporanee, delle performances, delle discussioni tematiche invitando molti collettivi da ogni luogo che da anni lavorano a questi temi:

GLAC, Caracas, Com. Plot S.Y.S. Tem, Roma, ON/Stalker, Roma (Skype da Santiago del Cile), Teddy Cruz, U.S.A., Giulia Mazzorin Andrea Curtoni, Venezia, Nicola Di Croce, Venezia, MARZIANI, Venezia, Anopticon, Venezia, Circolo Berneri, Arezzo, Escuela Moderna/Ateneo Libertario, Barcelona, Collectiu Acciones Urbanes, Barcelona, Rural Boxx, Venezia, Ctrl+Z, Davide De Merra, Alberto Abruzzese (Skype da Sao Paulo Brazil), Enzo Comin, Pordenone, Anche tu sei collina, Vittorio Veneto, s.o.s. Workshop, Milano, BreRaum, Milano, OZU-Officina Zone Umane, Rieti, Santiago Cirugeda, TXP y la Red española de Arquitecturas Colectivas, Cantieri d’Arte, Viterbo, Metalocus, Madrid, Giorgio Byron-Davos, Atene, Antonio Arevalo, Roma, Massimo Mattioli, Artribune, Torino, Botto e Bruno, Torino, Domingo Mestre, Valencia, Rosanna Antoli, London, Alain Urrutia, Bilbao, etc

ATICOLI RELATIVI:

http://www.amatelarchitettura.com/2013/11/il-diritto-alla-citta-e-le-praxeis-dellarte/

http://www.accademiadibrera.milano.it/it/el-derecho-la-ciudad-y-las-praxeis-del-arte
il-diritto-alla-città-e-le-praxeis-dellarte.html

http://zarch.altervista.org/index.php?/home/news/

http://www.alasbarricadas.org/noticias/node/26830

 

direct action venezia#faREteLAB                                                          laboratorio teatrale

Teatro Marinoni Bene Comune e Living Theatre Europa presentano

DOMENICA 3 NOVEMBRE dalle 13:00 ALLE 19:00

RESIST NOW!
Living a Marinoni (Lido di Venezia)

CONDOTTO DA GARY BRACKETT
attore e regista del Living Theatre New York

decadance_def_flyer#faREteFESTA IN MASCHERA                                               SABATO  2 NOVEMBRE

DECADENCE DRAMA, festa di autofinanziamento per sostenere l’inverno, comprare cemento e calce per proseguire i lavori del CantiereOaM

ELECTRONIGHT, DUB, BREAKS, D’N’B, 2STEP, ELECRTO, ++++

saranno con noi:

WATER PROOF_live, AVA_dj set, A KROME_live set, DJ HOOK_live set

special guest: BEAT.PER:FRAME_visual and mapping

2#faREteMusica                                                   MARTEDI’  29 OTTOBRE

Concerto etno-jazz orientale-balcanica con SZŐKE TRIO (Ungheria)

Musicista di fama internazionale, componente di gruppi storici come il Tin-Tin Quartet ed Ektar, Szabolcs Szőke è compositore di quasi tutti i brani e virtuoso di particolari strumenti ad arco orientali come la “Gadulka”, detta “violino balcanico”, oltre alla moderna “arrai mbira”.
  Tra le sue infinite incisioni c’è un disco live pubblicato dalla EMI in occasione del concerto per il suo sessantesimo compleanno, realizzato assieme ad alcuni dei più grandi musicisti della scena musicale ungherese.
In questo trio è accompagnato da due storici compagni di avventure musicali:  Dàniel Vaczi, con cui oltre a tutta la discografia degli Ektar, ha realizzato in duo il CD “Città di carta”, fortemente ispirato a Venezia; ed il tablista e percussionista Peter Szalai con cui ha militato nel celebre Tin Tin Quartet.
Il trio propone una musica ipnotica e raffinata dove l’interplay, le improvvisazioni dei fiati, e i suoni ancestrali degli strumenti di Szabolcs giocano un ruolo fondamentale.
 …
membri del complesso:

Szabolcs Szőke – gadulka, array mbira

Dániel Váczi –  sassofono alto

Peter Szalai – tabla percussioni

LINK  live concert

L’articolo seguente è tratto da EOZIN MAGAZIN PÉCS, a seguito della rassegna “classica e jazz”, al Festival Primaverile di Pécs. L’autore della critica pubblicata il 4 aprile 2012 è Attila Kovács.

“A dire il vero, per quanto mi aspettassi parecchio dalla produzione condivisa tra il Szőke Szabolcs Quartet e David Boato nel corso del concerto di apertura del Fine Settimana Internazionale del Jazz, tuttavia non mi sarei aspettato di partecipare a una delle esperienze più significative all’interno degli eventi presi nel loro insieme. Szabolcs Szőke, protagonista del Tin-Tin Quartet 3, uno dei complessi più eccellenti dell’etno-jazz ungherese – che dall’autunno scorso si presenta di nuovo unito -, compositore che suona la gadulka, strumenti a corda balcanici e orientali, Péter Szalai, gran maestro est-europeo della tabla dell’India settentrionale, Gábor Juhász, compositore e ottimo chitarrista, stavolta hanno ottenuto – accanto a Dániel Váczi, che suona il sopranino e il sassofono alto – un altro compagno eccellente nella persona di David Boato, il trombettista italiano che si è unito al quartetto. Grazie alla sua aggiunta, abbiamo avuto l’occasione di diventare testimoni

auricolari, nella sala E 78 del Quartiere Zsolnay, di un universo di suoni e improvvisazioni talmente ricco di tonalità da risultare senza precedenti persino in campo internazionale, che avrebbe costituito un’esperienza catartica anche nelle sale da concerto più grandi del mondo. Il modo in cui suonavano Szőke e Juhász faceva venire in mente l’universo creato dal complesso Shakti, fondato da John Mc Laughlin insieme a Lakshmirajana Shankar, il quale collega le tradizioni dell’India con quelle dell’America e dell’Europa occidentale, a cui si aggiungeva il modo in cui Péter Szalai suonava la tabla con sensibilità straordinaria, ma era del tutto insolito il modo in cui si completavano perfettamente i suoni congiunti dei due strumenti a fiato, la tromba e il sassofono, a cui le combinazioni tra i settori in cui gli strumenti a fiato e gli strumenti a corda si ricongiungevano tra loro – chitarra-tromba, sassofono-chitarra, tromba-gadulka e mbira – conferivano una ricc

hezza senza paragoni anche nell’ambito della musica etnica.

E il modo in cui i quattro strumentisti, prestando la massima attenzione a ciò che ispirava i loro compagni, arrotondavano volta per volta un brano fondato sull’improvvisazione – ricorrendo in diverse occasioni anche agli strumenti inerenti alle soluzioni adottate dalla musica classica – offriva un’esperienza musicale di tipo intellettuale che soddisfaceva anche le massime pretese. Accanto al suo splendido virtuosismo, Boato è stato esemplare anche mostrandoci in che modo – badando pure alle tradizioni europee – si possa mantenere un estremo controllo – come a volte non riescono a farlo neppure le massime celebrità americane – anche nell’ambito di un’improvvisazione tempestosa, che ci offre addirittura un’esperienza sensuale, mentre Szabolcs Szőke ha dato voce con straordinario virtuosismo, accanto alla gadulka, anche agli incantevoli colori armonici della “array mbira” africana, e inoltre ha mantenuto unita l’intera produzione musicale con la modestia tipica di un autentico Maestro.”

Untitled-1#faREteARTE PARTECPATIVA                    Sabato 26 e Domenica 27       ore 19.00 – 21.00

LABORATORIO d’arte partecipativa
DREAMING LAND
a cura di Valentina Poli, Atelier Elianto

Il nostro corpo è un contenitore magico di rappresentazioni fantastiche che creano molteplici e differenti realtà.
The Dreaming Land è un laboratorio autoconoscitivo aperto a tutti coloro che desiderano esplorare il proprio immaginario, arricchirlo e condividerlo attraverso semplici giochi tetrali ed esercizi di scrittura creativa.

Seguirà Waterlights
-Acque di luce- mostra collettiva itinerante di artisti autodidatti.

+info: atelierelianto@gmail.com
www.atelierelianto.jimdo.com

cropped-beatriz-milhazes3_

#faREteSALUTE               sabato 26 e domenica 27 OTTOBRE

laboratorio di CARTOGRAFIA CORPOREA_La Fabbrica Ecosofica

La cartografia corporea esplora il corpo non tanto come entità isolata e definita, ma come aggregato metastabile di connessioni possibili attraverso un ambiente. La dimensione politica del corpo è nel suo essere orientato alla ricerca dell’altro, nel configurare architetture relazionali e nel prodursi come singolarità intrecciate nella molteplicità.

Fare politica a partire dal corpo significa riconoscere che l’individuale è un’espressione del collettivo e che l’individuazione si compie attraverso un corpo collocato in un ambiente. Nel rendere visibile questo corpo individual-collettivo, si tracciano le forze trasversali che lo vivificano e si individuano le linee di fuga che conducono verso territori esistenziali inesplorati. L’invenzione di un ambiente possibile da cui possa germogliare la biodiversità soggettiva è l’obiettivo politico della cartografia corporea.

Il laboratorio si propone come percorso di apprendimento e di autoformazione. E’ aperto a tutti coloro che desiderano ampliare la percezione di sé in quanto soggetto attivo all’interno di un gruppo. Il laboratorio può interessare chi si occupa di attivismo sociale e artistico, oltre che può essere utile per educatori e operatori della salute mentale.

Condotto da Caterina Mengotti, attivista filosofica, schizoanalista, terapista corporea e arte terapeuta. Attivatrice del progetto Klinica Ecosofica per rivendicare la dimensione soggettiva, politica e creativa della salute.

Fabbrica Ecosofica

klinicaecosofica.wordpress.com

per info ed iscrizioni contattare:

caterina.mengotti@gmail.com

teatromarinonibenecomune@gmail.com

HimalayanYoga_n

#faREteSALUTE                                SABATO 12 OTTOBRE h 11:00

Himalayan Yoga

“Earth Children Yoga Journeys”

corso di Himalayan Yoga tenuto da Lola Lhamo
(TYT Yoga Alliance UK)
www.himalayanyoga.net

ISTRUZIONI PER L’USO:

portare il proprio materassino ed asciugamani

p.s. le donazioni saranno devolute all’ Earth Children Foundation e al CantiereOam per il recupero del Teatro Marinoni Bene Comune

VI ASPETTIAMO!

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: